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Perugia sostenibile. Approvato il regolamento della Consulta per la mobilità dolce e la sicurezza stradale

Perugia sostenibile. Approvato il regolamento della Consulta per la mobilità dolce e la sicurezza stradale

(società – 13 febbraio 2024) È stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Perugia, lunedì 12 febbraio, il regolamento che disciplina il funzionamento della Consulta per la mobilità dolce e la sicurezza stradale, organismo nato da una proposta del gruppo consiliare Idee Persone Perugia, condivisa dal gruppo del Partito Democratico e depositata due anni fa per dare corpo e voce a una istanza sollevata da tempo dalle associazioni che operano in questi ambiti (Legambiente e FIAB).

Soddisfazione da parte del gruppo civico di opposizione, ma “il raggiungimento di questo risultato – sottolineano Fabrizio Croce e Lucia Maddoli di Idee Persone Perugia – non deve indurre ad abbassare la guardia sul tema di rendere la città veramente ‘verde’ e al passo con gli obiettivi della sostenibilità ambientale e sociale”.

La proposta di una Consulta per la mobilità dolce e la sicurezza stradale era stata avanzata dalle opposizioni con l’obiettivo di contribuire a sensibilizzare l’uso delle due ruote in città, “costruendo allo stesso tempo scelte politiche ed azioni concrete a difesa dei pedoni e a salvaguardia del loro diritto a muoversi in sicurezza e in libertà, attraverso la città e la rete di infrastrutture di cui essa è e dovrebbe essere dotata, purché soggette a manutenzione e cura costanti. Ma tante sono le contraddizioni che oggi paiono lampanti ai nostri occhi – proseguono i consiglieri di IPP – e sono il risultato di una politica che, in questi anni di amministrazioni di centro-destra, ha denotato non solo forti ritardi nell’attuazione di principi basilari nell’ottica di una vera sostenibilità, ma addirittura ha continuamente sconfessato queste finalità in nome di dinamiche superate dal tempo e dal progresso. Oggi la candidata a Sindaco dell’attuale maggioranza dichiara di voler rilanciare una progettualità per una Perugia ancora più green, ma pare dimenticare l’atteggiamento consolidato lungo cinque anni di una amministrazione di cui lei stessa ha fatto parte e ha gestito le partite più importanti, ovvero quelle supportate dalle ingenti risorse del PNNR e dei bandi per la rigenerazione urbana”.

Il commento di Fabrizio Croce e Lucia Maddoli:

Le parole pesano, ma i fatti pesano ancora di più e ci sembra che i proclami di oggi siano ampiamente smentiti dai fatti e dalle azioni compiute fino a ieri. Oggi questa parte politica parla di mobilità sostenibile, ma chi ha inchiodato la Giunta a scelte da orientare in questo senso è stata l’azione costante delle opposizioni, a supporto e con il conforto dell’opinione pubblica e dell’attività di sensibilizzazione svolta costantemente dalle associazioni di cittadini, praticanti, militanti, consumatori: il primo “Ordine del giorno” in questo senso risale al dicembre 2019 (“promuovere azioni di mobilità urbana sostenibile”), sempre a firma di “Idee Persone Perugia”.

Si parla di “comunità energetiche”, ma è stato per primo il Movimento 5 Stelle a promuoverne l’istituzione a livello locale, nazionale ed europeo e la politica di “centro-destra” ha dovuto superare molte resistenze ideologiche prima di arrivare a recepire la necessità di tale strumento di progresso.

Si parla di “rigenerazione di quartieri votati all’ecologia e al rispetto dell’ambiente”, citando come esempi Fontivegge e Ponte San Giovanni, ma ciò pare contrastare con progetti che hanno visto consumare ulteriore suolo da una parte all’altra della città. Ciò si può osservare nell’area cittadina attraversato dalla ferrovia, che qualcuno ha definito “un’isola di cemento circondata da superstrade”, dove sono stati abbattuti i pochi alberi residui per costruire pensiline e tettoie a ridosso della stazione ed è stato edificato un “spazio per le famiglie” al centro di un’area verde circondata di piani terra sfitti da anni e a ridosso di un CVA. Si parla di trasformazione e modernizzazione della stazione ferroviaria, ma si rinvia al buon senso e al buon cuore dell’ente gestore per il superamento di barriere architettoniche di lunga data, quali le scalinate che consentono l’accesso da e per i binari di arrivo dei treni, che pare non riguardare il Comune.

E altrettanto a Ponte San Giovanni, dove sono stati edificati un nuovo “centro civico” al centro di un piazzale e a pochi metri da un CVA, e un enorme “fast food” dotato di parcheggio sui resti di un rudere sulla sponda del fiume, e dove si sono appena approvate la costruzione di una palestra di quasi 2000mq., presentata come “ampliamento” del CVA della frazione di Balanzano, e l’innalzamento di un’enorme tettoia in cemento armato al fianco del centro civico già inaugurato.

Si parla, infine, di un “piano alberi per rendere le periferie più verdi e vivibili”, dopo che sono state le opposizioni, supportate da una petizione popolare e dalla pressione di comitati cittadini, a pretendere già tre anni fa l’introduzione di un “Regolamento del verde” e l’istituzione di un’apposita Consulta, mai attivata in concreto e di fronte ad un bilancio arboreo che grida vendetta per l’immane quantità di fusti abbattuti spesso in nome di una presunta pericolosità o incompatibilità con i tracciati viari e il traffico automobilistico di cui questa città è succube.