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UMBRIA, IL DECLINO NASCOSTO. TRA CRISI ECONOMICA E VOUCHER COME STA IL CUORE VERDE D’ITALIA?

UMBRIA, IL DECLINO NASCOSTO. TRA CRISI ECONOMICA E VOUCHER COME STA IL CUORE VERDE D’ITALIA?

16114733_10154734940501233_571320028250149556_n(politica) – Evitare che le amministrazioni pubbliche siano volano di precarietà, spingendole a rinunciare ai voucher come strumento di pagamento dei Bandi Regionali. Ridurre l’orario di lavoro nelle zone di crisi, prendendo spunto dal dibattito al centro dell’agenda politica del Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna. Saranno questi due degli spunti da cui muoverà, insieme a una proposta di legge regionale sul salario sociale, giovedì 26 gennaio dalle 16.30 nella Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni, a Perugia, l’incontro “Umbria: il declino nascosto. Economia, lavoro, welfare: analisi e proposte”, promosso da SI, Sinistra Italia – Umbria.
Un convegno, con la partecipazione del deputato di SI Stefano Fassina, che partirà dall’analisi degli ultimi dati elaborati dall’AUR (Agenzia Umbria Ricerche) e dall’IRES (Istituto Ricerche Economiche e Sociali) della CGIL sullo stato di salute della nostra Regione. Coordinato da Fabio Barcaioli, del Comitato operativo SI – Umbria, l’incontro vedrà infatti l’intervento di Claudio Carnieri, già presidente della Regione Umbria ed ex presidente dell’AUR, e di Mario Bravi, presidente dell’IRES-CGIL, chiamati a tracciare un quadro dell’esistente. Da lì, si partirà con le idee operative per il futuro, come ad esempio quella di portare anche nel Consiglio regionale dell’Umbria la proposta di legge sulla diminuzione dell’orario di lavoro nelle zone di crisi, già in discussione nel Consiglio regionale emiliano e di cui giovedì a Perugia parlerà Igor Taruffi, capogruppo SI in Regione Emilia-Romagna. O, ancora, come quella di estendere al dibattito politico regionale l’ordine del giorno promosso, in diversi comuni umbri dai consiglieri di SI, per spingere la Pubblica Amministrazione a rinunciare all’utilizzo dei voucher per retribuire i collaboratori chiamati a lavorare con la PA attraverso bandi pubblici. Intervento che appare necessario considerando – come sottolineato dalla stessa IRES-CGIL nei mesi scorsi – il continuo calo delle assunzioni a tempo indeterminato e il boom dei voucher: 2 milioni di unità nel 2016.