LE API FAVORISCONO IL RIPRISTINO AMBIENTALE NELLE AREE DEGRADATE. LUNEDÌ A BOLOGNA I RISULTATI DELLA RICERCA MEDITERRANEAN COOBEERATION

IMG-20150617-WA0000(ambiente) – Desertificazione, disboscamento incontrollato, incendi e impoverimento dei terreni a seguito di calamità. A ripristinare il tutto ci pensano le api. Un concetto ormai condiviso, ma sul quale non vi erano, almeno fino ad oggi, dati certi e controprove misurate ad attestarne l’impatto. Si terrà lunedì 10 aprile, alle ore 11, presso l’aula Giorgio Prodi, nel prestigioso complesso di San Giovanni in Monte dell’Università di Bologna nel centro della città, la conferenza stampa di presentazione dei dati della ricerca triennale volta a stabilire e misurare il ruolo dell’ape per il ripristino e la salvaguardia della biodiversità. La conferenza stampa si svolgerà all’interno del programma del convegno internazionale dove saranno presentati i dati ottenuti in Italia e in Tunisia, unitamente a relazioni di autorevoli ricercatori italiani e stranieri. Si tratta di una ricerca unica nel suo genere, volta a dimostrare (in particolari condizioni) un concetto già acquisita dalla scienza, ma rispetto al quale non si avevano misurazioni. Le ricerche effettuate in campo e quelle collegate agli effetti dell’impollinazione, condotte in laboratorio, hanno consentito di stabilire l’importanza strategica di questi meravigliosi organismi, insetti impollinatori anello di rilevanza primaria della rete ecologica globale.
Le api sono generalmente conosciute perché producono il miele, ma non si conosce abbastanza quanto siano indispensabili per il mantenimento della biodiversità nel nostro pianeta. La ricerca, che è stata condotta dal DipSA (Dipartimento di Scienze Agrarie) dell’Università di Bologna, DISAFA (Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari) dell’Università di Torino e INAT (Istituto Nazionale Agronomico della Tunisia), si inserisce all’interno del progetto di cooperazione “Mediterranean CooBEEration”, azione triennale finanziata dall’Unione Europea. Partito nel febbraio del 2014, in questi tre anni di attività ha coinvolto numerosi Paesi del Mediterraneo, tra cui in particolare il Libano, i Territori palestinesi, il Marocco, l’Algeria, la Tunisia e l’Italia.
Oltre a DipSA, DISAFA e INAT, i partner del progetto sono FELCOS Umbria (Fondo di Enti Locali per la Cooperazione decentrata e lo Sviluppo umano sostenibile), APIMED (Federazione Apicoltori del Mediterraneo) e UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo).

Alla conferenza stampa interverranno:

  • Ricercatori italiani e tunisini DipSA (Dipartimento di Scienze Agrarie) dell’Università di Bologna, DISAFA (Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari) dell’Università di Torino e INAT (Istituto Nazionale Agronomico della Tunisia),
  • Lucia Maddoli, coordinatrice internazionale del progetto Mediterranean CooBEEration, FELCOS Umbria
  • Vincenzo Panettieri, presidente della Federazione apicoltori del Mediterraneo
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